Città del Vaticano – «Dico molto sinceramente che sono molto commosso nell’incontrarvi». Con queste parole, pronunciate a braccio, Papa Leone XIV ha accolto questa mattina, intorno alle 12, un gruppo di circa venti familiari delle vittime della tragedia avvenuta a Crans-Montana nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026. Un incontro riservato, richiesto dagli stessi familiari, segnato da un clima di profondo raccoglimento e da un linguaggio volutamente essenziale, capace di farsi prossimo a un dolore che non ammette spiegazioni facili. Il Pontefice ha spiegato subito il senso dell’udienza: «Quando ho saputo che da parte vostra qualcuno aveva chiesto questo incontro, ho detto subito: sì, troveremo il tempo». Non un gesto formale, ma il desiderio di condividere un momento che, nel mezzo della sofferenza, diventa una prova radicale della fede. «Volevo almeno avere l’opportunità di condividere un momento che per voi è una prova di ciò che crediamo», ha detto, riconoscendo senza esitazioni la sproporzione tra le parole umane e la violenza dell’esperienza vissuta.